Fuorisalone 2026

Fuorisalone 2026: intuizioni che prendono forma

Durante il Fuorisalone 2026, gli studenti della scuola Oliver Twist hanno esposto nell’atrio di CDP alcuni lavori nati nelle aule e nei laboratori di Cometa: moodboard, lampade realizzate con materiali rigenerati, tavoli costruiti con il legno delle barrique, paraventi, librerie e prototipi di design.

Oggetti diversi, accomunati da un’origine precisa: un’esperienza. Una domanda, un materiale osservato con attenzione, un’intuizione che prende forma attraverso la ricerca, il lavoro delle mani, l’incontro con il territorio, la creatività e la sostenibilità.

I progetti esposti sono nati dalla collaborazione tra i corsi di Falegnameria e Progettazione d’Interni, Design del Tessile e il Liceo Artistico Imprenditoriale Artigianale del Design. Tra questi, anche un tavolino realizzato con rovere spazzolato e tinto color miele, sviluppato a partire da una domanda emersa durante una lezione di scienze: “Quale fenomeno vi affascina ma non riuscite a spiegarvi?”. Da lì è nata una riflessione sull’equilibrio, fino alla scoperta della tensegrità: un dialogo tra elementi rigidi e flessibili, compressione e trazione. Un concetto studiato in classe è diventato prima progetto, poi oggetto.

Lo stesso processo accade con una barrique. Una botte porta con sé una storia: ha custodito il vino, ne ha accompagnato il tempo, ne ha assorbito profumi e tracce. Quando arriva tra le mani degli studenti, però, non è solo un materiale da recuperare: diventa una domanda aperta. Che cosa può diventare? Quale nuova funzione può nascere da una materia segnata dal tempo?

Da qui prende avvio la realizzazione dei prototipi, mettendo in dialogo didattica, artigianato, design e sostenibilità. Non si parte da un esercizio astratto, ma dall’incontro con la realtà: il materiale viene osservato, toccato, smontato, studiato nelle sue curvature, venature e imperfezioni.

Il primo passaggio è il moodboard. Per gli studenti non è una semplice raccolta di immagini, ma uno strumento per imparare a guardare, scegliere e dare direzione a un’idea. Colori, texture, essenze del legno, metalli, tessuti, richiami alla natura e all’abitare diventano parte di una ricerca che trasforma l’intuizione in progetto.

Quest’anno gli studenti del Liceo Artistico Imprenditoriale Artigianale del Design hanno analizzato alcune realtà del territorio comasco capaci di rinnovare la propria tradizione in proposte innovative di arredo. Divisi in due gruppi, hanno progettato una libreria ispirata alle aziende studiate: non una copia, ma una proposta originale in grado di interpretarne carattere, materiali, gusto, proporzioni e rapporto tra funzione e bellezza.

In questo percorso il moodboard diventa il primo gesto progettuale. I ragazzi imparano a leggere un brand, riconoscerne l’identità e tradurla in una proposta concreta.

Decisivo è il dialogo con docenti, maestri artigiani e aziende. È il valore della commessa: un modo per entrare nel mondo del lavoro reale. Nella scuola, il lavoro è esperienza: permette allo studente di conoscersi, misurarsi con le proprie capacità, affrontare l’errore, correggere, ricominciare e prendersi cura di ciò che realizza.

Come sintetizza Giovanni Figini, preside della scuola e responsabile della didattica: “La scuola è un orientamento continuo, per andare alla ricerca di chi si è, per capire cosa si è al mondo a fare.”

Anche per gli studenti, il passaggio più sorprendente è vedere che un’idea può diventare davvero un oggetto.

“A un certo punto non stavi più facendo un compito: stavi costruendo qualcosa che poteva stare in una casa, essere usato, durare nel tempo.” (Studente)

È questo il cuore del progetto Artigiani di Futuro, sostenuto da Fondazione CDP, e del metodo di Cometa Formazione: aiutare i ragazzi a riconoscere che ciò che fanno ha valore. Un’idea può nascere da una lezione, da un materiale di recupero, dall’incontro con un’azienda o da una tradizione artigianale. Attraverso il lavoro, il confronto e la cura, può diventare qualcosa di reale: bello, utile e pieno di significato.

Portare questi lavori fuori dalla scuola, significa offrire agli studenti un’occasione ulteriore: vedere riconosciuto il proprio lavoro, confrontarsi con un pubblico più ampio e scoprire che ciò che nasce in classe può parlare anche ad altri.

Ringraziamo Fondazione CDP, ente non profit del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti, per aver accolto i nostri studenti e dato spazio al loro lavoro.

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